Persone crocifisse al mondo e a cui il mondo stesso sia crocifisso,
ecco quali ci vuole lo stato della nostra vita. Persone nuove, io dico,
spogliate da propri affetti per essere rivestite dallo spirito di Gesu'
Cristo, morte a se medesime per vivere alla giustizia..

(I.F. 216; C164)   
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Le origini

Nella Torino dell'ultima decade del secolo scorso, fra tante iniziative sorte a scopo di carità, c'è un gruppo di signorine che vivono insieme per dedicarsi all'infanzia abbandonata. L'Arcivescovo Mons. Davide Riccardi con intuito apostolico decide di affiancare alle giovani bisognose di guida il sacerdote don Giuseppe Migliavacca, perché offra loro una formazione spirituale. Nel 1893 si consolida quel nucleo che avrà riconoscimento ufficiale dallo stesso Arcivescovo di Torino nel 1895, quando esso è già dotato di sufficiente esperienza e degli strumenti atti a caratterizzarlo nella Chiesa: una spiritualità e una disponibilità al servizio apostolico derivanti dalla spiritualità stessa.
Don Giuseppe Migliavacca, era stato preparato dal Signore a trasmettere uno spirito e a impostare un Istituto apostolico mediante il periodo che egli aveva trascorso nella Compagnia di Gesù dove era entrato già sacerdote, due anni dopo l'ordinazione.

Benché uscito dalla Compagnia era interamente persuaso del valore della spiritualità ignaziana e della saggezza delle Regole della Compagnia. Ne è prova il fatto che formò le Suore del nascente Istituto nella pura linea ignaziana, resa conforme alla vita femminile e alla particolare dedizione delle suore alle opere di misericordia spirituali e corporali. Giustamente pertanto è considerato il "fondatore".
Don Giuseppe Casalegno (1839-1916) fu il munifico benefattore a cui l'Istituto nascente dovette spesso far ricorso per vedere realizzati i propri progetti di carità. Egli è il "confondatore" dell'Istituto.
 

Sviluppo dell'Istituto

Come per tante simili istituzioni il passaggio dall'impulso iniziale allo stabilirsi non è stato sempre facile. Le domande di opere apostoliche si moltiplicavano, il numero delle Suore non era ancora sufficiente. Le fondazioni nella diocesi di Milano e in altre, tra Torino e Milano, dovettero affrontare più di un sacrificio.
L'organizzazione delle varie presenze apostoliche veniva dotata di particolari regole ispirate anche ad opere ecclesiali che avevano i medesimi scopi.
Prima ancora di raggiungere il suo primo decennio, l'opera cominciò ad avere qualche tensione interna e pressioni dall'esterno. Non è facile ricostruire i fatti. Ma le vie del Signore non sono le nostre ed è a queste che occorre guardare anche se quelle umane ci si presentano con qualche oscurità ed interrogativo.

Il "padre", così chiamavano le Suore don Giuseppe Migliavacca, giuridicamente riconosciuto "superiore" dell'Istituto da Mons. Davide Riccardi, per intervento dell'Autorità ecclesiastica di Milano fu costretto a lasciare l'opera. Accettata l'ingiunzione si ritirò presso un Convento di Cappuccini. Poco dopo fece domanda di entrare nell'Ordine dove prese il nome di Padre Arsenio da Trigolo. Fino alla morte avvenuta a Bergamo il 10 dicembre 1909 restò nel silenzio, nella preghiera e nell'attività apostolica.
Nel 1915 l'Istituto ottenne il Decreto di Lode da parte della S. Congregazione dei Religiosi, e nel 1929 l'approvazione in quanto Congregazione di diritto pontificio.L'Istituto, con le sue forme caratteristiche di opere rispondenti al fine indicato nelle Costituzioni, si era esteso in altre diocesi italiane e nel 1937 si era aperto alle Missioni in Cina e poi nel 1977 in Costa d'Avorio e in seguito, in Burkina Faso. Nel 1994 ha inizio anche la Missione in Brasile, nel 2000 in Ecuador e nel 2008 in Angola.